Uzeda

Giovanna Cacciola, vocals
Agostino Tilotta, chitarra
Raffaele Gulisano, bass
Davide Oliveri, drums
Touch and Go Records – USA

Il gruppo nasce nel 1987 a Catania dall’unione dei chitarristi Agostino Tilotta e Giovanni Nicosia,
dal bassista Raffaele Gulisano, dal batterista Davide Oliveri e dalla cantante Giovanna Cacciola e
prende il nome da quello di una delle porte della città d’origine. Dopo vari concerti in tutta Italia, il
complesso firma il primo contratto discografico con l’etichetta romana A.V. Arts; con questa
registrerà due album: Out of Colours del 1989 e Waters del 1993. Proprio in quest’ultimo lavoro, e
specialmente nell’ultimo brano Big Shades and Tides, si nota un mutamento del sound, adesso
indirizzato verso il noise rock. In questi anni, gli Uzeda incontrano il chitarrista degli Shellac, Steve
Albini, che registrerà tutti i loro dischi, a partire dal secondo, ad eccezione di The Peel Sessions;
inizia da qui un’amicizia che porterà i due gruppi a diverse tournée insieme nel corso degli anni.
Nell’autunno del 1994, la band riceve l’invito a suonare nello storico programma del disc jockey
John Peel, negli studi radiofonici di Londra della BBC; il gruppo è l’unica band italiana, insieme
alla Premiata Forneria Marconi, ad aver mai preso parte alla trasmissione e l’unica italiana in
assoluto a vedere pubblicate le proprie “Peel Sessions”. Il disco è edito dalla Strange Fruit Records,
Nel 1995, Giovanni Nicosia lascia il gruppo e gli Uzeda firmano un nuovo contratto discografico
per la casa americana Touch and Go Records. Viene pubblicato nello stesso anno 4, il cui titolo è
alquanto emblematico; il gruppo è composto adesso da quattro componenti, l’album è il quarto
lavoro e conta quattro tracce. Tre anni dopo, nel 1998, esce un nuovo lavoro intitolato Different
Section Wires, dalle sonorità più decise e scarne. Dopo il tour di Different Section Wires, il gruppo
prenderà una pausa di otto anni, senza comunque mai sciogliersi. Durante questo periodo Agostino
e Giovanna, insieme a Damon Che, continuano la loro attività musicale, formando i Bellini e
pubblicando due album, intitolati Snowing Sun del 2002 e Small Stones, del 2005. Davide Oliveri e
Raffaele Gulisano compongono insieme a Gianna Nannini l’album Aria e le musiche per il cartone
animato Momo alla conquista del tempo di Enzo D’Alò. Dopo la lunga pausa, gli Uzeda tornano
sulle scene pubblicando il 12 settembre 2006 il loro sesto lavoro, chiamato Stella, sempre su
etichetta Touch and Go Records. Nel 2007, Giovanna Cacciola partecipa all’EP The Phoenix Tree,
dei giapponesi Mono, come voce recitante nella traccia Black Rain.

Concerto KINOTHON

KINOTHON
[FRAMETEK+CANECAPOVOLTO]
visual+sound impro
Il progetto video/sonoro Kinothon nasce dalla compassione per il disagio storico della musica live
concepita come colonna sonora per immagini in movimento.
Il Cinema, per quanto sublime, è pur sempre lo spettacolo di immagini ormai fissate e quindi ogni
volta uguali a se stesse.
Con il progetto K. incrociamo le improvvisazioni: il suono bizzarro di vecchie tastiere Casio
modificate e delle drum-machines condiziona in tempo reale la struttura delle immagini ma anche
viceversa, attraverso l’uso di un software che rimonta e trasforma immagini di
Cinema/Fotografia/Televisione/Internet in un flusso continuo.
Assonanza, dissonanza. Nulla è Vero. Tutto è Permesso!

Due Passi Sono

Venerdì 14 settembre ore 21

Teatro Tina di Lorenzo – Piazza XVI Maggio, 1

INGRESSO €5,00

Premio Scenario per Ustica 2011
Premio In-Box 2012
Premio Internazionale T. Pomodoro 2013
di Carullo-Minasi
regia, testi ed interpretazione di Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi
scene e costumi Cinzia Muscolino
disegno luci Roberto Bonaventura
aiuto regia Roberto Bitto
produzione Carullo-Minasi e Il Castello di Sancio Panza

Un uomo e una donna si ritrovano sul grande palco dell’esistenza, nascosti nel loro mistero di vita
che li riduce dentro uno spazio sempre più stretto, dall’arredamento essenziale, stranamente
ingigantito, alla stregua dell’immaginario dei bimbi in fase febbricitante. Attraversano le sezioni della
loro tenera e terribile, goffa e grottesca vita/giornata condivisa. Sembrano essere chiusi in una
scatoletta di metallo, asettica e sorda alle bellezze di cui sono potenziali portatori, ma un “balzo” –
nonostante le gambe molli – aprirà la custodia del loro carillon. Fuoriescono vivendo il sogno della
vera vita da cui non è più necessario sfuggire, ma solo vivere, con la grazia e l’incanto di chi ha
imparato ad amare la fame, la malattia, i limiti dello stare. Immagine-cripta sacra, surreale e festosa,
quella del loro matrimonio, dove come in una giostra di suoni, colori e coriandoli, finiranno per
scambiarsi meravigliosi propositi di poesia.
Vogliamo, tra le righe della poesia farci portavoce di una generazione presa dai tarli cui è preclusa
la possibilità di realizzare, con onestà e senza compromessi, le proprie ambizioni. Sentiamo pesante
l’immortalità della tragica favola di Romeo e Giulietta lì dove nulla di vivo resta se non i vecchi, la
cui faida e il cui egoismo, non il caso, hanno ucciso i giovani. Romeo e Giulietta potranno finalmente
stare insieme ma solo nella cripta, col loro amore per l’eternità nelle statue d’oro che i carnefici
eleveranno a ricordo. Abbiamo voglia di sfidare il mito e celebrare il lieto fine nella vita, o
quantomeno nella speranza della stessa, e non nella morte avendo avuto la paradossale e sacrale
fortuna di toccarla in vita. Carullo-Minasi

L’ombra della Sposa

L’ombra della sposa
Nastri d’Argento, Italia 2018, Premio per l’innovazione “Corti del Futuro”
39° Festival Internazionale di Cinema & Donne, Firenze
2017 Premio Anna Magnani
Regia: Alessandra Pescetta
Anno di produzione: 2017
Durata: 11’
Tipologia: cortometraggio
Paese: Italia
Produzione: La Casa dei Santi; in collaborazione con Recalcati Multimedia, CSC Centro
Sperimentale di Cinematografia – Sede Sicilia, Top Digital
Interpreti: Giovanni Calcagno (Marinaio), Angela Ribaudo (Sposa), Marco Canzoneri (Soldato),
Claudio Collovà (Soldato), Salvo Dolce (Soldato), Giuseppe Lo Piccolo (Soldato), Giuseppe
Tarantino (Soldato), Victoria Rzepa (Ragazza del mare)
Soggetto: Alessandra Pescetta
Sceneggiatura: Alessandra Pescetta, Claudio Collovà
Musiche: Giuseppe Rizzo
Montaggio: Alessandra Pescetta
Scenografia e Costumi: Iole Vitale, Roberta Ganci
Fotografia: Premananda Das
Suono: Malgorzata Polit (fonico studio e mix), Giuseppe Rizzo (sound design)
Aiuto regista: Salvo Dolce
Gli ultimi istanti di vita di alcuni soldati nelle profondità del Mediterraneo durante la Seconda Guerra
Mondiale, si consumano insieme ai loro ultimi pensieri. Mentre sprofondano inesorabilmente in quel
mare ammaliante e crudele, l’amore risuona nelle lettere di un marito in guerra alla sua sposa. Oggi
ci sembra ancora di udire quei pianti.
Il film è stato sostenuto da Teatro Biondo Stabile di Palermo.

Katzuma

Dal 2004 è’ il progetto funk/disco/house di Deda (ex Sangue Misto). Il campo scelto è l’ amore viscerale per i vecchi vinili e tutti i generi musicali dominati dal groove, la regola di base prevede il campionamento forsennato da polverosi 12 pollici.

Lo scopo: sottrarre al tempo preziosi reperti funk da riassemblare sotto forme rinnovate attraverso le pratiche del sampling. Il gioco riesce così bene che la loro discografia, al momento, consiste in tre album, vari singoli e remix per etichette sparse in mezzo mondo (dal Giappone al Canada passando per Londra).

Il sound ha quella impronta tipica di cui si innamorano gli appassionati della musica da ballo – gli inglesi direbbero “hi-quality home-made get-down stuff”. Piace così tanto, il suo suono, che per reinterpretarlo si offrono volontari personaggi del calibro di John Morales , LTJ Experience, Al Kent di Million Dollar Disco, Scuola Furano, Reset!, E-The-Hot, Blatta & Inesha, Ajello…

http://www.soundcloud.com/katzuma

http://www.facebook.com/katzuma

https://www.youtube.com/watch?v=EnGdtOyBYlw