Carta bianca, di Andrés Arce Maldonado

Ispirato alla vera storia del giovane immigrato Sahid Belamel, morto a Ferrara nel 2010 per ipotermia, sul ciglio di una strada nell’indifferenza, Carta bianca è l’opera seconda del regista di origini colombiane da anni in Italia Andrés Arce Maldonado, che aveva esordito nel 2011 con Falene.

È ambientato a Roma, nella vigilia di San Valentino. Tre personaggi (due stranieri e un’italiana) si incontrano e si scontrano: ancora non lo sanno, ma ognuno di loro sta per cambiare la vita dell’altro. Kamal (Mohamed Zouaoui) è un giovane e atipico pusher marocchino, amante dei libri e nemico di ogni fondamentalismo; sogna di diventare italiano, europeo, occidentale, e intanto spaccia droga nella biblioteca di quartiere. Vania (Tania Angelosanto), bella badante moldava, gentile e religiosa, è perseguitata dalle allucinazioni del suo mostruoso passato. E poi c’è Lucrezia (Patrizia Bernardini), grintosa imprenditrice italiana innamorata del suo cane e della propria azienda, che come tanti altri è finita nelle grinfie di un usuraio, quasi senza rendersene conto.

Tre vite che si intrecciano per le strade della Capitale.

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